Nuoro News
Notizie    Video   
NOTIZIE
Nuoro News su YouTube Nuoro News su Facebook Nuoro News su Twitter
Nuoro NewsnotiziealgheroOpinioniRicettivitàNegozi trasformati in B&B, è il momento di contare
Marco Lombardi 19:12
L'opinione di Marco Lombardi
Negozi trasformati in B&B, è il momento di contare


Alghero tra negozi che chiudono, locali che diventano abitazioni e una città sempre più orientata al turismo. Un anno e mezzo fa avevo sollevato il problema. Oggi torno a parlarne perché la situazione, invece di risolversi, sembra essersi trasformata in una questione ancora più ampia: non riguarda più soltanto i negozi, ma il modello di città che vogliamo per Alghero. Nel gennaio 2025 avevo lanciato un allarme su un fenomeno che iniziava a diventare sempre più evidente: la possibilità che molti locali commerciali, soprattutto quelli rimasti vuoti o con contratti in scadenza, venissero progressivamente sottratti al commercio per essere trasformati in posti letto, abitazioni, B&B o altre forme di ricettività. Era una preoccupazione che avevo già avuto modo di rappresentare pubblicamente e che, nel marzo dello stesso anno, era stata ripresa da più testate giornalistiche. A distanza di un anno e mezzo mi chiedo: cos’è cambiato? La mia impressione è che il problema non sia affatto scomparso. Anzi, si sia allargato. Non è più soltanto una questione di negozi. Io continuo a pensare che non possiamo limitarci a contare le serrande abbassate. Dietro ogni locale commerciale che scompare c’è una storia diversa. Può esserci un’attività che ha semplicemente cessato, un proprietario che non trova più un commerciante disposto a sostenere determinati canoni, oppure un immobile che viene considerato più redditizio se destinato ad altro. Ed è proprio quest’ultimo aspetto che mi preoccupa. Perché se un locale commerciale viene trasformato in abitazione, apparentemente abbiamo creato una nuova casa. Ma se quella stessa abitazione viene destinata agli affitti brevi o diventa un B&B, abbiamo realmente aumentato la disponibilità di case per i residenti? La risposta, evidentemente, è no. La denuncia che avevo fatto è tornata un anno dopo. Il 14 gennaio 2026 sono tornato pubblicamente sull’argomento proprio perché il fenomeno, a mio avviso, merita finalmente un’attenzione concreta da parte delle istituzioni. Ho denunciato la crescente trasformazione di locali commerciali, anche accatastati C/1, in appartamenti, affitti brevi e B&B, chiedendo che amministrazione e istituzioni smettano di limitarsi alle dichiarazioni di principio e affrontino il problema con una visione complessiva. Non sto dicendo che il turismo sia il problema. Alghero vive anche di turismo e deve continuare a vivere di turismo. Ma una città turistica non può diventare una città nella quale il residente non riesce più a trovare una casa e il commerciante non riesce più a trovare un locale. Questi due fenomeni devono essere governati insieme. Il commercio rischia di perdere spazio. La domanda che pongo oggi è molto semplice: quanti locali commerciali sono stati realmente trasformati in abitazioni nell’ultimo anno e mezzo? E quanti di questi sono poi entrati nel circuito turistico? Perché attualmente non abbiamo, almeno pubblicamente, un dato comunale aggregato che ci permetta di rispondere con precisione. E secondo me questo è già un problema. Chiedo quindi che vengano resi pubblici i dati relativi alle pratiche edilizie e SUAPE degli ultimi 18 mesi, distinguendo i cambi di destinazione d’uso da commerciale a residenziale e le successive destinazioni degli immobili. Non voglio una stima. Voglio sapere quanti sono. Quanti metri quadrati erano destinati al commercio e quanti oggi sono destinati ad abitazione? In quali quartieri? Quanti sono diventati abitazioni per residenti? Quanti B&B? Quanti affittacamere? Quanti immobili vengono utilizzati per le locazioni brevi? Solo attraverso questi dati potremo capire realmente cosa sta succedendo. La questione della casa. Nel frattempo, però, c’è un altro elemento che non possiamo ignorare. Ad Alghero trovare un’abitazione in affitto per tutto l’anno è diventato sempre più difficile. Io credo che dobbiamo smettere di mettere in contrapposizione turismo e residenti. Il turismo crea ricchezza, lavoro e opportunità. Ma il turismo deve essere compatibile con la vita quotidiana della città. Se un lavoratore, un giovane, una famiglia o un commerciante non riescono a trovare un’abitazione perché il mercato premia quasi esclusivamente la locazione turistica, allora abbiamo un problema. E non possiamo aspettare che sia il mercato, da solo, a risolverlo. Il punto non è vietare, ma governare. Voglio essere molto chiaro su questo. Non sto chiedendo di vietare le attività ricettive. Non sto chiedendo di impedire ai proprietari di utilizzare legittimamente i propri immobili. E non sto dicendo che ogni locale commerciale trasformato in abitazione rappresenti un danno. Al contrario: recuperare un immobile inutilizzato può essere una cosa positiva. Il problema nasce quando la somma di tante trasformazioni individuali finisce per modificare l’equilibrio complessivo della città. Meno negozi. Meno servizi di vicinato. Più posti letto. Più affitti brevi. Meno abitazioni disponibili tutto l’anno. È questo il fenomeno che dobbiamo avere il coraggio di misurare. Un anno e mezzo dopo, la domanda è ancora quella. Quando sollevai questo problema nel 2025, qualcuno avrebbe potuto considerarlo un fenomeno marginale. Oggi, invece, credo sia arrivato il momento di guardarlo con maggiore attenzione. Anche perché il mercato immobiliare continua a proporre locali commerciali per i quali viene indicata la possibilità di un cambio di destinazione d’uso verso il residenziale. Questo non significa che tutti questi locali siano già stati trasformati. E proprio per questo servono dati ufficiali. Non possiamo confondere un annuncio immobiliare con una pratica edilizia conclusa. Ma non possiamo neppure far finta che il fenomeno non esista. Che città vogliamo lasciare? È questa, secondo me, la domanda politica e amministrativa che Alghero deve affrontare. Facendo parte del coordinamento della Lega sezione di Alghero, continuerò a porre questa questione perché riguarda contemporaneamente il turismo, il commercio, il lavoro e il diritto dei residenti a vivere nella propria città. Non voglio una contrapposizione tra commercianti e proprietari di immobili. Non voglio una guerra tra residenti e operatori turistici. Voglio semplicemente che si abbia una fotografia reale di ciò che sta accadendo. Perché una città turistica deve essere attrattiva per chi viene in vacanza, ma deve essere prima di tutto vivibile per chi ci abita, ci lavora e vuole continuare a viverci tutto l’anno. E allora torno alla domanda da cui sono partito: Un anno e mezzo dopo, cos’è cambiato? La risposta definitiva ce la potranno dare soltanto i numeri. Per questo chiedo al Comune di Alghero di renderli pubblici. Quanti negozi sono diventati case? Quante case sono diventate B&B o affitti brevi? E quante abitazioni sono rimaste realmente disponibili per le famiglie e per chi ad Alghero vuole lavorare e vivere tutto l’anno? È arrivato il momento di contarle.

*Lega Alghero
Commenti



Hosting provider Aruba S.p.A. Via San Clemente, 53 - 24036 Ponte San Pietro (BG) P.IVA 01573850516 - C.F. 04552920482

La testata usufruisce del contributo della Regione Sardegna Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport
Legge regionale 13 aprile 2017 n. 5, art. 8 comma 13

© 2000-2026 Mediatica SRL - Alghero (SS)