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red 13 dicembre 2004
Luisanna Depau promuove l’albergo diffuso
L’assessore regionale al turismo interviene a margine di un convegno a Campobasso affermando che l’albergo diffuso è una delle risorse con maggiori possibilità di sviluppo economico per la creazione di occupazione, per la salvaguardia delle specificità culturali e la tutela e la valorizzazione dell’ambiente


CAGLIARI - «Uno degli obiettivi prioritari della Regione in termini di politica del turismo è rappresentato in primo luogo dal potenziamento e dalla riqualificazione delle strutture ricettive già esistenti e dalla creazione di nuovi complessi nelle aree interne dell’Isola, da realizzarsi prioritariamente mediante la riconversione a fini turistici dell’edilizia esistente». Lo ha detto l’assessore regionale del Turismo Luisanna Depau, intervenuta al convegno sull’albergo diffuso svoltosi nei giorni scorsi a Campobasso.
Il turismo è attualmente, a livello mondiale, il settore economico con i maggiori incrementi di fatturato. E’ una delle risorse con maggiori possibilità di sviluppo economico per la creazione di occupazione, per la salvaguardia delle specificità culturali e la tutela e la valorizzazione dell’ambiente.
In alcuni Paesi europei, negli ultimi anni è aumentata la richiesta da parte dei turisti di conoscere i luoghi visitati nella loro autenticità e di riscoprire le culture e le tradizioni locali nel pieno rispetto dell’ambiente culturale; ciò ha fatto si che nascessero strutture ricettive di qualità ricavate dal patrimonio edilizio esistente, ma non più utilizzato (come monasteri, castelli e case di campagna).
In Sardegna, fino ad oggi, invece, le potenzialità legate al settore non sono state ancora sfruttate in maniera opportuna, anche se l’offerta ricettiva sta conoscendo nuove forme di ospitalità che tendono a valorizzare in particolar modo le zone rurali, nelle loro specificità ambientali e culturali.
Nell’Isola, infatti, nonostante la ricchezza del patrimonio ambientale, il sistema turistico risulta essere ancora fortemente concentrato sulla costa, in particolar modo nella stagione estiva, e caratterizzato da un’inadeguatezza degli esercizi ricettivi rispetto alla domanda. In questo contesto, l’ambiente, la storia e le tradizioni culturali dell’Isola possono diventare risorse complementari su cui puntare per favorire lo sviluppo del turismo interno, estivo e non.
Ad oggi, il comparto extralberghiero sardo è costituito per la maggior parte da strutture all’aria aperta. In particolare, il settore delle aziende agrituristiche, tra il 1999 e il 2003, ha registrato una crescita di circa il 60%, confermandosi come realtà pienamente radicata sul territorio regionale, con più di 350 aziende per quasi 4500 posti letto. Mentre per i Bed & Breakfast si è avuto un incremento pari al 35%, con un totale di circa 2750 posti letto per 550 unità. Si tratta comunque di complessi turistici che solo parzialmente attenuano l’estrema concentrazione delle attività nei comuni costieri dell’Isola”.
In questa realtà, una nuova tipologia di ospitalità, l’albergo diffuso, comincia ad essere considerata una buona opportunità per incentivare lo sviluppo di un turismo diverso, alternativo. A questo proposito, l’assessore ricorda che la Sardegna si colloca tra le poche regioni italiane ad avere intuito l’importanza di questo fenomeno, accogliendone concetti e finalità nella propria legislazione.
Ad oggi, infatti, nella parte sud-occidentale dell’Isola si contano tre complessi di questo tipo: due nel comune di Santu Lussurgiu, a Oristano, e una nella cittadina del fiume Temo, Bosa.
Tutte e tre le strutture nascono con la stessa idea di turismo come scoperta di tradizioni e valori e si propongono lo stesso obiettivo: proporre all’ospite un soggiorno diverso, fuori dai canoni classici del turismo estivo, privilegiando la scoperta e la conoscenza delle tradizioni, della storia e della cultura del territorio.
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