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P.P. 8 gennaio 2013
«La Rai fa cassa con chi fa impresa»
Confartigianato prende posizione dopo la richiesta di riscossione del canone rai, anche per il semplice possesso di computer, tablet e smartphone in ufficio o negozio o nei locali dove si svolgono le attività e invita i piccoli imprenditori a non sottostare alla richiesta


SASSARI - La Rai riprende la campagna di riscossione del "canone speciale tv", quello dovuto per la ricezione delle trasmissioni televisive fuori dall’ambito domestico. I solleciti, particolarmente aggressivi, sono arrivati a pioggia, in questi ultime settimane, su tantissime imprese. Questo è il quadro tracciato dalla Confartigianato dopo che si è verificata la frequenza di tali lettere indirizzate anche ad aziende che hanno già comunicato, nei modi consigliati dalla confederazione, di non essere tenute al pagamento in quanto sprovviste degli apparecchi sottoposti alla tassa.

Sono molti gli imprenditori che sono trasaliti di fronte alla ennesima richiesta di pagamento del“canone speciale Tv” da parte della Rai. Un diluvio di solleciti che si sta abbattendo in modo indiscriminato sulle aziende, anche su quelle che hanno comunicato formalmente di non avere apparecchi televisivi o radiofonici nei locali dove svolgono l’attività. Viale Mazzini si è ingegnata in mille modi per fare cassa con chi fa impresa.

«Il carosello delle pretese è iniziato a febbraio 2012 con il tentativo, sventato da Confartigianato, di far pagare il "canone speciale" anche per il semplice possesso di computer, tablet e smartphone,
in ufficio, negozio, magazzino, ed è proseguito a giugno con la richiesta di denaro, mascherata da una sorta di sovrattassa per la trasmissione di eventi sportivi quali gli Europei di calcio e le Olimpiadi di Londra, un messaggio ambiguo che la nostra Confederazione ha segnalato all’Antitrust e al Garante della Privacy» evidenzia Luigi Sanna, responsabile area sindacale Confartigianato di Sassari.

La lettera, ricevuta in questi giorni anche da aziende che hanno comunicato nei modi consigliati dalla Confederazione (per mezzo di raccomandata AR) di non essere tenute al pagamento, è particolarmente aggressiva e minaccia accertamenti tributari e azioni esecutive “nel corso delle quali - si legge nel documento - il debitore risponde dell’adempimento dei propri obblighi con tutti i suoi beni”.

«Il consiglio per coloro che non rientrano nell’obbligo è ancora una volta quello di non sottostare alla richiesta, comunicando tramite raccomandata,oppure attraverso l’apposita cartolina di non essere tenuti al pagamento» chiariscono dalla confederazione.

Nel frattempo Confartigianato nazionale ha segnalato all’Antitrust e al Garante della Privacy questo nuovo,invasivo e insistente comportamento della Rai sollecitando l’apertura di un’istruttoria per valutare ed eventualmente censurare il comportamento di Viale Mazzini.
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