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Marco Tedde 16 febbraio 2013
L'opinione di Marco Tedde
Imu, un danno e una beffa


L'effetto depressivo delle aliquote Imu fissate dall'Amministrazione Lubrano è sempre più evidente. L'aver appesantito le aliquote base previste dalla legge ha costituito una pesante aggressione al nostro tessuto economico che presenta ferite che sanguineranno ancora per lungo tempo. In campagna elettorale il candidato Lubrano aveva garantito la riduzione dell'aliquota per l'abitazione principale allo 0,20 e quella per le attività produttive allo 0,56. Sappiamo come è andata: la prima è stata fissata allo 0,45 e la seconda allo 0,98. Una vera e propria batosta fiscale che fa annaspare i bilanci delle famiglie e toglie ossigeno alle imprese cittadine.

L’Imu al 9,8 per gli artigiani, i commercianti e gli albergatori comporta il pagamento di somme non detraibili superiori di oltre il 100% rispetto all’Ici. Ma vi è qualcosa che rasenta il paradosso nell'applicazione delle aliquote Imu. L'Amministrazione Lubrano aveva previsto una riduzione dell'Imu dallo 0,98 allo 0,76 per le "famiglie che possiedono una seconda casa che viene ceduta in comodato gratuito ad un figlio o ad un parente fino al 2° grado". Ma, al tempo stesso, ha anche previsto una norma regolamentare che dispone che per ottenere questo beneficio occorre allegare una copia del contratto registrato. Quindi, oltre all'appesantimento burocratico per l’obbligo di dover redigere il contratto scritto comodato che, invece, può essere stipulato verbalmente, viene imposto un ulteriore balzello di circa 212 euro per il pagamento della tassa di registro e dei bolli.

Una vera e propria beffa, posto che la riduzione - già irrisoria - è inferiore in partenza alle maggiori somme necessarie per ottenerla. Crediamo che in questo caso il Sindaco possa mettere in campo una misura di buon senso, la medesima applicata in molti comuni. Cioè eliminare l'anacronistica e borbonica richiesta di un contratto in forma scritta registrato e superarla con una dichiarazione sostitutiva di atto notorio, in carta semplice, ai sensi degli art. 38, 47 e 48 del D.P.R. n.445 del 28.12.2000. Si renderebbe effettivo il beneficio - che, comunque, sarebbe stato più equo rapportare a quello per l’abitazione principale posto che sempre di prima casa trattasi - e a costo zero si farebbe un buon servizio alle famiglie algheresi.
Commenti
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