Un fantomatico gruppo Popolo in attesa ne chiede le dimissioni, ritenendolo «succube di una sorta di intellighenzia ecclesiale»
NUORO - «Succube di una sorta di intellighenzia ecclesiale», «adesione al gruppo che in Vaticano decide nomine e carriere», «sacerdoti imboscati a far finta di lavorare, mentre le parrocchie sono sotto organico», «posti di lavoro persi nel settore dell'assistenza agli anziani». Queste sono solo alcune delle accuse contenute in un volantino distribuito in città dal fantomatico gruppo “Popolo in attesa” ed indirizzate al vescovo di Nuoro Mosè Marcia.
Al “capo” della Curia nuorese, viene messo in conto anche la sua richiesta di sobrietà per la festa di San Francesco, vista come stravolgimento della storia e delle tradizioni del centro barbaricino. Stando a quanto scritto dal gruppo, ai cittadini non piace neanche il modo di intendere alcune ritualità entrate nelle tradizioni locali, con canti e utilizzo della lingua sarda. «Non le sarà consentito di imporre alcunchè alla nostra popolazione», viene spiegato a chiare lettere nello stampato, che, pare, non sarà un fatto isolato, ma solo il primo di una serie.
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