«Non ci fidiamo di Arru, vogliamo un Centro di primo livello», dichiara il sindaco Davide Ferreli, a rappresentanza dell´´ospedale della cittadina ogliastrina
LANUSEI - «Io non ci sto, e con me direi tutti i sindaci del territorio. Non esiste trattativa: o ci viene dato l'ospedale di primo livello o stiamo già scaldando i motori e siamo pronti a scendere in piazza». Questo il commento affidato all'agenzia di stampa “Dire” dal sindaco di Lanusei Davide Ferreli, a rappresentanza dell'ospedale della cittadina ogliastrina, l'unico nella provincia sarda, che in seguito alla riorganizzazione della rete ospedaliera verrebbe “declassato” da ospedale di primo livello, a presidio base. Non hanno dunque tranquillizzato i sindaci ogliastrini, le parole dell'assessore regionale della Sanità Luigi Arru, oggi (lunedì) a Lanusei durante l'incontro con i primi cittadini del territorio
[LEGGI], con la “proposta” dell'ospedale di base, ma in più l'inserimento di un laboratorio sperimentale di emodinamica.
Il problema sta proprio nella definizione di ospedali di primo livello e di base, al di là di possibili potenziamenti, come spiega Ferreli: «Tutte parole belle quelle di Arru, ma che in realtà serbano una solenne fregatura. Primo: la richiesta di un ospedale di primo livello non è fatta per fare i bambini dispettosi, ma è motivata da una migliore e calzante corrispondenza dei servizi attuali. Secondo: Arru afferma che i livelli degli ospedali non si definiscono in base alle specialità presenti nei territori – continua - ma si stabiliscono in base al bacino numerico. Questo è ciò che dice la norma nazionale, ebbene noi chiediamo che si vada in deroga a quella norma e vengano riconosciute la peculiarità dell'Ogliastra, per esempio i tempi di percorrenza, proibitivi per la maggior parte dei paesi ogliastrini, come sa bene anche l'assessore». E quando Arru dice che non può derogare in ogni territorio «che glielo chiede - continua Ferreli - allora mi deve spiegare come mai a San Gavino, che ha 100mila abitanti, contro i 150mila richiesti dalla norma nazionale, stanno costruendo un nuovo ospedale, tra l'altro di primo livello? Non si può applicare in maniera distorta agli uni e agli altri lo stesso quadro normativo - ribadisce il sindaco - il primo livello è quel contenitore che oggi risponde alle esigenze del mantenimento di servizi, ed è quel contenitore che attesta che gli sforzi fatti negli anni precedenti, verranno cementati nei trent'anni futuri, cosa che non può garantire l'ospedale di base».
La differenza che intercorre tra ospedale di base e di primo livello, «è che quest'ultimo deve essere una struttura di riferimento per la propri popolazione - spiega Ferreli - Ebbene, l'ospedale ogliastrino è un ospedale di riferimento e lo dimostrano i numeri: il 92-94percento delle mamme ogliastrine partorisce a Lanusei, nove pazienti su dieci che devono essere trattati a Lanusei non devono essere trasferirti, iniziano e finiscono le proprie cure in Ogliastra. Diventare ospedale di base, significherebbe che solo tre pazienti su dieci si riuscirebbe a trattenere qui, gli altri sette dovranno essere trasferiti». Se manca qualcosa nell'ospedale di Lanusei, conclude Ferreli, «lo si prende dalla rete ospedaliera, come suggerisce tra l'altro lo stesso Arru. Potranno venire i medici da Cagliari o da Sassari, ma di certo non rinunciamo a tutto il resto in virtù di una promessa di mantenimento dei servizi, che altre volte abbiamo visto essere bruciata dal primo "pinco pallo" che passava in Regione».
Nella foto: il sindaco di Lanusei Davide Ferreli