È questo il racconto, anzi i racconti, di Luciano Deriu , la sua Autobiografia di una generazione nel suo nuovo libro “Il paese più vicino al cuore”. Sabato 19 settembre la presentazione
ALGHERO - Alghero ha avuto i suoi anni Settanta, anni intensi tra furori e creatività. C’erano desideri, comportamenti, stili di vita e perfino comunità che in quegli anni vissero la città in modo diverso e creativo. Mentre in ambito nazionale l’Italia viveva la più straordinaria stagione di riforme ma anche di violenza, realtà minori come Alghero erano immuni da tragedie ma non esenti da gruppi sociali e personaggi che con la loro diversità caratterizzarono fortemente quell’epoca. Persone o gruppi che non sempre godevano della condivisione generale, ma a cui oggi, guardando a quegli anni senza nostalgia né rimpianti ma con ironia e comprensione, non si può negare una inedita dose di innovazione e creatività.
È questo il racconto, anzi i racconti, di Luciano Deriu , la sua Autobiografia di una generazione nel suo nuovo libro "Il paese più vicino al cuore". Alghero non è l’unico paese a essere "vicino al cuore", meta di ricerca di felicità. Perché il viaggio, la scoperta di altri mondi di armonia e solidarietà era proprio del sogno ingenuo e generoso dei ragazzi di quegli anni. Dall’India alla Catalogna antifranchista, nel libro si viaggia come facevano le icone nazionali del rock, colonna sonora di quella stagione. Musica straordinaria che non si può dire non abbia lasciato il segno. Così, accanto a luoghi e personaggi di Alghero, possiamo trovare paesi molto remoti.
E non è male che Alghero per una volta venga raccontata congiuntamente a paesi lontani, ma interessanti nella loro comparazione e diversità. Il libro non è edito dallo storico editore di Luciano Deriu, Delfino, ma in coerenza con i contenuti del racconto, l’autore ha voluto affidarsi a un emergente editore locale, Edicions de l’Alguer, che rappresenta una piccola importante nuovo spazio nella cultura della città. "Il paese più vicino al cuore" sarà presentato sabato 19 settembre alle ore 18, 30 all’oleficio Fois via Vittorio Emanuele. A parlare dei temi del libro, dei personaggi e dei luoghi, ci saranno l’architetto Giovanni Oliva e il biologo Roberto Barbieri. La conduzione è di Maria Antonietta Izza.
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